Con Angelo Abela, Marco Pisano, Eugenio Vaccaro

Regia Sebastiano Di Guardo

Drammaturgia Tommaso Di Dio

Disegno Audio Davide Trovato

Immagini&Grafica Salvatore Ferrara

Co-produzione E45 NFF, Fondazione Campania dei Festival

Produzione Esiba Arte


Vogliamo raccontare una storia sull'amore. La storia di come un ragazzo non conforme impari cosa significhi amare, amare assolutamente. L'amore che sferza e ferisce, l'amore disastro che accompagna al limite di se stessi e che ci abbandona per farci crescere, per farci comprendere cosa sia il mondo nella sua brutalità, nella sua complessità di destini e tracciati divergenti.
Benno è il suo nome, Benno è il nome di questo sporco guerriero della memoria: un guerriero che ha imparato tutti i trucchi e tutte le strategie per diventare il capro espiatorio del mondo in cui vive, il centro, l’agnello da sgozzare perché tutto intorno a lui sia salvo e dannato nella memoria di chi guarda: di chi ricorderà.
Benno è cresciuto nella provincia di un mondo che ci appartiene, una provincia volutamente scarna perché sia la rappresentazione di tutto il mondo occidentale nel suo insieme. Vogliamo raccontare di come la sua grassezza, il suo singolare disagio, la sua differenza rispetto al sistema di valori che ci domina, siano le sue armi, le sole forze con cui combatte ciò che lo ospita e che lo reprime.

"Per amare bisogna stare zitti, non bisogna parlare, non bisogna respirare. Voi mi amate ed io guardo come si ama e mi alleno. La mia è una missione. A volte tutto questo mi fa paura, ho paura dell’importanza del mio compito. Della mia promessa. Io devo ricordare."

L’innocenza e il grasso, la fragilità, il sudore e la pietà saranno la sua personalissima, unica e atroce forma di dominio. Intorno a lui si agitano le illusioni e gli incubi di un mondo in preda ai desideri: un Nonno, una Bambina, i Ragazzi della scuola, mostri tra la favola e la realtà. Queste figure della miseria, questi spettri, sono tutto ciò che Benno possiede, tutta la sua terribile adolescenza. Niente è come sembra, ognuno di loro si nasconde e si rivela: chi alza la mano per colpire, si scopre la vittima più pronta alla rovina. Ascolterete parole che materializzeranno fantasmi d'orrore: ma nulla, nulla accade veramente perché tutto è già successo. Con questo spettacolo, siamo giunti al terzo capitolo di una trilogia iniziata alcuni anni fa, una Trilogia della Sconfitta. Abbiamo indagato le sue ragioni nella storia della Sicilia (Cianciana), poi nell’immaginario televisivo della nostra contemporaneità (Anamorfosis); oggi abbiamo deciso di andare a fondo nei meccanismi mentali di un solo individuo, di una singola presenza umana, di cercare lì le ragioni mai svelate di una sconfitta che – per noi – appartiene al mondo intero. Vi invitiamo a vivere con noi un solo giorno di Benno, scandito ora per ora, dal mattino alla sera. Un solo giorno, un timer che segna l’inesorabile cammino verso l’urlo che tutti vi chiama e tutti vi scopre ugualmente impotenti e colpevoli:

"Mi sentite? Quando l’amore è silenzio.
Nulla. Nulla. Nulla.
Lo sentite?"

«Non pensate si tratti della solita solfa sull’obesità: il peso a cui si riferisce lo spettacolo è quello della vergona, della solitudine, dell’ignoranza. Il peso del giudizio della società su ognuno di noi. È inutile fingere: chiunque avrà provato vergogna da bambino a scuola, chiunque sarà stato schernito e preso in giro dai compagni. Chi più, chi meno, siamo tutti come Benno»

Emanuela Ferrauto - Dramma.it

Esiba Teatro
Infoline: TDC - via della Braida, 6 – 20122 Milano - Tel. 02 5462155 -