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Pirandello (Se vi pare)

di FaroldiPirandelloLinzi
regia Marco Maria Linzi
  con 
 Alessandro Angelelli
 Francesco Artese
 Kicca Bertolone
 Katiuscia Bonato
 Donato Cafarelli
 Valentina Caruso
 Sonia Colombo
 Annibale Covini
 Francesca Deias
 Marta Leanza
 Alessandra Luzzani
 Alessandro Macchi
 Luna Mariotti
 Francesca Martire
 Simone Natalizio
 Sofia Scodeller
 Elisabetta Sem
 Arlinda Shiku
 
e con   Sabrina Faroldi
 Micaela Brignone
 Luigi Guaineri
luci   Enrico Sanguinetti
   

prodotto da TDC in collaborazione con Comune di Milano, CDZ 15, Centro Culturale Spagnolo Istituto Cervantes di Milano.

debutto Teatro della Contraddizione, Milano 15 - 18 e 22 - 25 febbraio 2001, prod. Teatro della Contraddizione.

Lo spettacolo ha inaugurato la Stagione Sperimentale Europea 2001.

Una sala d’attesa.
Gli spettatori vengono smistati e collocati nello spazio scenico a seconda delle risposte date ad una domanda che Marta pone loro prima di iniziare e parteciperanno più o meno attivamente alla vicenda proprio in funzione di questa collocazione spaziale che non è fissa, ma muta al mutare degli eventi.
Una folla di attori - personaggi li accoglie e con essi attende l’arrivo del forestiero.
L’inizio dello spettacolo è il preludio alla frammentazione dei punti di vista che si traduce in frammentazione fisica e spaziale nella quale verranno coinvolti, oltre che gli attori, gli spettatori stessi.
Il salotto borghese si disgrega per diventare spazio privo di connotazioni e nel quale non più pochi personaggi ma una folla indistinta - della quale faranno parte anche alcuni spettatori - chiede ed esige risposte; è un magma di persone che si agita e crudelmente mastica le proprie vittime in nome di una verità intangibile.
La perdita di identità dell’individuo viene tradotta nella perdita di identità di chi agisce, attori non ancora personaggi, spettatori che potrebbero diventare attori, che possono chiedere, esigere al pari di altri.
Nessuno ha un nome o una parte definita; le identità si frammentano nella folla, corpi che si mescolano e che parlano, diversi fra loro ma fatti della stessa sostanza, fantasmi.
Gli unici che hanno consistenza di personaggi più che di fantasmi sono proprio loro, i forestieri, unici e distinguibili sia fisicamente che spazialmente, la loro identità è netta e determinata, forse troppo per chi fruga nella loro vita. entrambi possiedono una verità immutabile e in contraddizione con la verità dell’altro...E dunque?
...Meglio indossare scarpe comode

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