Teatro della Contraddizione
Stagione Sperimentale Europea

 
 Arti Vive Festival

 
18, 19, 20, 21 - 25, 26, 27, 28 Ottobre
 ore 20,45


 Disastri
 genere: comitragica insalata russa con continue cadute di stile

di 
 Daniil Charms disastri
adattamento per la scena 
 Riccardo Goretti
 Alessandra Aricò
regia di  
 Alessandra Aricò
con 
 Niccolò Belliti
 Stefano Cenci
 Riccardo Goretti
 Elisa Lolli
Musiche originali 
 Marco Canaccini
Soluzioni sceniche 
 Matteo Gozzi
Luci 
 Pasquale Scalzi

Voce di Daniil Charms 

 Antonio Rezza


UNA PRODUZIONE ARTI VIVE FESTIVAL
IN COLLABORAZIONE CON MURMURIS TEATRO
CON IL SOSTEGNO DI TEATRO METASTASIO – STABILE DELLA TOSCANA
Una distribuzione FONDERIA PERFORMING ARTS.

“È proprio questo, un autore minore: senz’avvenire e senza passato, ha solo un divenire, un centro, attraverso cui comunica con altri tempi, altri spazi. (...). È il minore che dà i capolavori veri...” Gilles Deleuze, da “Il teatro e le sue minoranze” in Carmelo Bene, Opere, Bompiani.
Si dirà che Daniil Charms appartiene eccome alla storia, che lo fagocitò a soli 36 anni, morto di stalinismo, di guerra e di fame nel manicomio in cui era stato rinchiuso, dopo un primo arresto intimidatorio qualche anno prima e una progressiva persecuzione fino al totale blocco delle pubblicazioni. Tutto ciò è molto vero, tuttavia Charms non scriveva direttamente per questo e di questo. Scriveva quello che gli sembrava indispensabile; era il regime a considerarlo sovversivo. Così come sul piano letterario la sua primaria appartenenza al modernismo di filiazione futurista non ne fa un esponente rappresentativo delle avanguardie storiche, almeno finché si continuerà a suddividerle diligentemente in scuole correnti e controcorrenti. È un po’ come se in astronomia si continuasse a studiare le stelle solo come elementi delle costellazioni. Nel secolo scorso, soprattutto durante il primo quarantennio, spesso erano gli stessi artisti a volersi identificare e raggruppare nei manifesti e negli “ismi”, salvo poi verificarne nei fatti e di persona i limiti, in termini di libertà e creatività. D’altronde, per i non allineati la vita era dura, quando non impossibile. Nel secolo scorso.

A settant’anni esatti dalla morte di Daniil Charms (prendendo per buono il nom de plume più usato da Daniil Ivanovic Juvacev), è sacrosanto che approdi sui palcoscenici italiani un tributo al suo genio, alla sua arte, alla sua parola.
“Disastri” è uno spettacolo a quadri, antinarrativo, frenetico, inconcludente, infarcito di cadute di stile. Il tentativo è quello di mettere in scena le situazioni immaginate dallo scrittore russo solo e soltanto per quello che sono: senza interpolazioni intellettuali, riflessioni sul momento storico (suo o nostro), interpretazioni egoiche e poco rispettose.

disastri
Solo l’immaginario di Charms. Solo i verbi di Charms. Solo lo sberleffo al reale, la ribellione al normale, la potenza della cazzata di Charms.
A occuparsi di questa impresa, persone che da tempo riconoscono il potere sovversivo della risata inaspettata, quella che sbuca da dentro dentro e esce fuori fuori anche se inopportuna. Persone che non capiscono l’umorismo, veramente, e che se gli chiedi cosa c’è da ridere in quello che fa ridere loro, mica te lo sanno spiegare. Persone che hanno conosciuto e stimato Charms in vari momenti della loro vita e vi si sono affezionate per sempre.
Dal libro (che poi non è un libro, o almeno non lo era nella mente di Charms) al palco il passo è lungo. Molto lungo. Ma è arrivata l’ora di farlo. Basta con i “liberamente tratto da”, “ispirato a”, “basato su”: quello che noi vogliamo fare è  “Disastri”. Di Daniil Charms.

Si.
Noi vogliamo fare “Disastri”.

 

Infoline: TDC - via della Braida, 6 – 20122 Milano - Tel. 02 5462155

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