19.01.2023    20.01.2023    21.01.2023    22.01.2023   

Doppio spettacolo: Animula + Iki

Orario: 20:45 - Ingresso: 15,00 €

animula_iki

dal 19 al 22 Gennaio - ore 20,45

IN CONTRODANZA
rassegna a cura di MOWlab e Teatro della Contraddizione

presenta

ANIMULA di Daria Menichetti e IKI di Daria Menichetti e Francesco Manenti

Ingresso €15, ridotto €12

Fra uno spettacolo è l'altro è previsto un intervallo

ANIMULA

di e con Daria Menichetti
disegno luci Luca Poncetta
esecuzione sonora e consulenza artistica Francesco Manenti
foley Michele Zanni
produzione Associazione Sosta Palmizi
con il sostegno di MiBAC, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
Residenze artistiche Aldes (Lucca), Cajka Teatro d’avanguardia popolare (Modena), Centro per le Arti la Cultura e la Ricerca MACAO (Milano)

Selezione Visionari Kilowatt Festival 2017

“Animula vagula, blandula,
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles,dabis iocos…”
P. AELIUS HADRIANUS, IMP.

“Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t’appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti…”
Imperatore P. AE. Adriano

Cicatrici bianche su di un pavimento scuro misurano le distanze da percorrere, indicano le direzioni, tracciano un destino già scritto e forse già percorso. Oggetti cavi sono come uteri pronti a crescere nuovi semi, o contenitori predisposti ad accogliere frutti ormai maturi, nel ciclo continuo delle esistenze.

Un ventilatore sempre acceso indica che il tempo si è fermato. Un battito e un respiro regolari rivelano che qualcosa di meccanico ancora è in funzione. Bagliori restituiscono ombre.

Una figura composta e contenuta, ben truccata, filo di perle al collo, come una statuetta di cera, si aggira esposta in questo luogo, quasi fosse sotto osservazione ma contemporaneamente invisibile. Visibile forse solo a chi la vuol vedere. Attraversa e anima questo luogo incolore, arduo e spoglio, quasi a compiere un silenzioso, magico e misterioso rituale. Tra il corpo e l’anima.

IKI

di e con Daria Menichetti e Francesco Manenti
disegno luci Vincent Longuemare
musica Michele Zanni
costumi Aldo Ferretti
coproduzione DanceMe (Perypezye Urbane) e Associazione Sosta Palmizi
con il contributo di MiBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana Sistema Regionale dello Spettacolo
con il sostegno di C.U.R.A. Centro Umbro Residenze Artistiche e il supporto di Corsia Of

selezionato da Visionari Kilowatt Festival 2019

si ringraziano Carolina Balucani per la partecipazione al processo creativo e Cajka Teatro d’Avanguardia Popolare (Modena) per aver ospitato il progetto ai Teatri del Cimone 2018

“È una mattina d’estate o una nevosa, calda sera invernale e voi siete morti. Una luce grigia, immutabile appare ai vostri nuovi occhi in un paesaggio deserto dove ogni buio è possibile. Appena un attimo è passato da quando sperma e ovulo si sono incontrati per l’ultima volta nel cuore. Poi con un brivido, un breve sussulto, la vostra mente si è liberata dal peso del corpo”.

(tratto da – Torbide Luci, radiosi sentieri – Ugo Leonzio)


IKI è il tentativo di immergersi nella dimensione fisica e spirituale della morte, è la danza di due anime che abbandonano la propria esistenza fisica terrena per accedere ad un’altra dimensione, ad un altro stato di presenza. In scena, due coniugi defunti, che attraversano insieme il confine tra la vita e la morte. Dove va a finire o dove si dirige quello spirito di vita che ci anima nella nostra esistenza terrena?

IKI è la terza parte della “Trilogia sull’Anima” della coreografa e danzatrice Daria Menichetti, preceduta da due assoli, Animula, che la vede in scena, e Meru, con Francesco Manenti.

note degli autori: Con IKI vogliamo mettere in danza la nostra dimensione meno corporea.
In particolare i tre giorni successivi alla morte quando ancora il corpo della persona è presente nella vita, ma la “persona” apparentemente non c’è più.
In scena, due coniugi defunti, che attraversano insieme il confine tra la vita e la morte. Dove va a finire o dove si dirige quello spirito di vita che ci anima nella nostra esistenza terrena? In molte culture, in particolare nella religione Buddista, si crede che l’anima dopo la morte debba abbandonare il corpo per accedere ad un’altra dimensione, che può essere quella di altre reincarnazioni, se ancora lo sviluppo personale non è portato a termine nelle varie esistenze terrene, oppure in una dimensione di pace assoluta non seguita da una successiva reincarnazione terrena se si è completato il proprio processo di evoluzione interiore attraverso le varie esistenze umane.
In questo contesto culturale il libro Tibetano dei Morti, è un testo che aiuta l’anima del defunto ad abbandonare il corpo, per liberarsi e trovare la propria strada di evoluzione.


Daria Menichetti
si è formata in danza contemporanea a Perugia (metodo Nikolais).Si perfeziona in Italia e all’estero studiando con maestri come Carolyn Carlson, Masaki Iwana, Abbondanza Bertoni e altri. Frequenta il corso biennale di Scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano. Termina la formazione triennale in Danza Sensibile®️ diretta da Claude Coldy, che si fonda sui principi ontogenetici e filogenetici del movimento umano e della relazione del corpo immerso nell’ambiente. Frequenta il corso Body Mind Centering®️ ottenendo il diploma di SME (Educatrice Somatica). È interprete per registi e compagnie di teatro e danza in Italia. Lavora in carcere come interprete di spettacoli di Teatro con la compagnia di Sollicciano e nel penitenziario di Perugia come formatrice all’interno del progetto pilotato dal carcere di Volterra (Armando Punzo) e portato avanti in loco dal Teatro Stabile di Perugia. Dal 2016 porta avanti una ricerca coreografica personale. Dal 2018 è direttrice del festival C.OSMOS dal body mind centering®️ alla performance, tre giorni dedicati alla formazione e alla creazione artistica partendo dal Body Mind Centering®️. Si interessa di zooantropologia e cinofilia, studia il rapporto uomo-animale alla scuola SIUA e collabora in un progetto di ricerca tra l’Università di Bologna (Prof.ssa Laura Budriesi) e Roberto Marchesini per una futura pubblicazione sulla zooantropologia. Si è laureata al Dams di Bologna con una tesi su “Le performance contemporanee nella prospettiva degli Animal Studies”. È operatrice in zooantropologia didattica (SIUA), offre quindi percorsi che accompagnano i bambini e gli adulti a costruire una relazione con l’eterospecifico che sia rispettosa, consapevole, e che generi una coscienza creativa e riconoscente del valore del rapporto di interscambio che l’uomo e le altre specie hanno avuto nella storia e che hanno tuttora. É in formazione come educatrice cinofila presso la stessa scuola SIUA. Si interessa alla questione ecologica ed ambientale in chiave politica ed è iscritta al corso di Scienze Umane per l’ambiente di Roma 3.

Francesco Manenti Nasce a Carpi nel 1974. Lavora nel campo del teatro, della performance e dell’arte visiva. E’ diplomato al Corso di Formazione Professionale in Noveau Cirque presso la scuola di Teatro di Bologna Galante Garrone. Studia e approfondisce la Contact Improvisation, in particolare seguendo i seminari di D.Heitkamp e Benno Voorham. Nel 2003-2004 gli viene assegnata una borsa di studi da Raffaella Giordano e Giorgio Rossi, con i quali studia frequentando i seminari di teatrodanza tenuti presso la Sosta Palmizi. Dal 2010 segue il lavoro di Masaki Iwana frequentando i suoi laboratori intensivi presso L’Atelier du Butoh Blanc in Normandia. Si è diplomato al Master internazionale WTTL (World Theatre Training Library) sotto la direzione artistica del Maestro Yuri Alschitz che si è svolto presso l’Università UNAM di Città del Messico con la finalità di sviluppare la pedagogia teatrale. Da diversi anni studia arti marziali (Ki Aikido, Kung Fu, TaiJiQuan), arti circensi (in particolare acrobatica aerea e danza con bastoni infuocati); nel 2011 si è diplomato come Insegnante di Dao Yin Fa Qi Gong presso la Scuola Tao Yin Italia. Con Ellisa Canessa da vita al Progetto Agatharandagio ed insieme creano gli spettacoli “ESERCIZI” e “DRUNK” (coproduzione TIR-Danza) partecipando a diversi festival tra i quali: ”Lavori in Pelle”, Premio Iceberg 2005, Festival DANAE 2006, Italia Wave 2009, GD’A 2004-2005 e Festival Inequilibrio-Armunia 2009. Nel 2008 crea insieme a E. di Terlizzi, E. Canessa, F. Dimitri, E. Rosenberg e P. Gianotti la compagnia svizzera di teatro del movimento Progetto Brockenhaus. Ha lavorato e tuttora collabora come interprete per alcune tra le più interessanti compagnie Italiane e straniere quali Sosta Palmizi (Giorgio Rossi), Pantakin (Michele Modesto Casarin),Teatro Kismet Opera (Teresa Ludovico), Eccentrici Dadarò. Ha lavorato inoltre con: Riccardo Palmieri-ArterieCIRT, PierrNosari-Acidi Alteri, Maria Carpaneto-Filo di Paglia, Company Mafalda, Dimensioni Parallele Teatro (Stefano Cenci). Parallelamente porta avanti una ricerca personale nel campo delle arti visive.

19, 20, 21, 22 Gennaio
ore 20,45

ingresso €15 – ridotto €12
Prenotazione consigliata, i posti sono limitati

Per accedere agli spettacoli è necessaria la tessera associativa (gratuita); per richiederla: www.tesseramentocontraddizione.it

la tessera deve essere richiesta entro un giorno prima dell'evento.

Info e prenotazioni: 025462155 – prenotazioni@teatrodellacontraddizione.it

Teatro della Contraddizione, via della braida n.6, 20122 Milano - MM3 Porta Romana