LABORATORI 22/23

Pagina in via di aggiornamento

24, 25, 26 e 29, 30 Ottobre

Questo giorno finirà di notte

Workshop per autori, registi e attori condotto da Rosario Palazzolo

Avrei certamente iniziato questa presentazione affermando con energia che l’artista dovrebbe avere l’obbligo morale di scegliersi ogni volta una notte qualsiasi, una penombra meravigliosa e poco sotto la morte, sennonché iniziare una presentazione con un rimbrotto simile, sarebbe stato sgradevole, e dunque, sii ragionevole, mi sono detto, Palazzolo, e così ho optato per un inizio più equilibrato, con parecchio buon senso.

Però poi ci ho ripensato, e mi sono detto, Tu sei Palazzolo, mica un venditore all’incanto.

Per cui, ecco.

Dimenticarsi il giorno, specie il nuovo giorno, quello in cui tutto potrebbe capitare, il buongiorno che si vede dal mattino, intriso di ottimismo, e votarsi alla notte, la peggiore di tutte, la più definitiva della nostra vita, in cui ogni possibilità è tramontata.

E dimenticarsi l’arte come balsamo dell’esistenza, semmai come computo, con tutte le somme tirate a lucido, senza alcuna possibilità di attenuanti.

Ciò che chiedo è un’esplorazione terribile, me ne rendo conto.

Poiché immaginare l’arte come qualcosa da esplorare, piuttosto che da spiegare è un bella missione, ché se le spiegazioni fanno sempre comodo in quanto mutano i fatti accidentali dell’esistenza in qualcosa di epistemologico, le esplorazioni hanno invece a cuore le implicazioni individuali più oscure e intime, ci sbattono in faccia le colpe, sottomettendoci al pericolo della banalità, col rischio di farci crollare con tutta la baracca.

E del resto la baracca non può fare altro che crollare, a volerci riflettere.

E questo vale persino per la vita, allargando il discorso, come si dice.

Ovvero io credo che la vita, in definitiva, sia essenzialmente un posto in cui si sta completamente attoniti e insicuri e sempre sul ciglio dell’oscurità, e tutti i balocchi, i salti, le risate, gli obiettivi, la bellezza, l’amore, le offese, le dita nel naso, valgono ciò che valgono, sono tentativi deliberati per tirare avanti, mica per stare.

Per cui, ecco cosa propongo, un percorso di 5 giorni in cui lavorare a progetti artistici originali, dalla loro genesi fino alla presa di coscienza, e al rischio pubblico, che potranno provenire – o dovranno? – da vari contesti creativi, e quando dico vari contesti creativi intendo dire tutti i contesti creativi, pure da quelli che ancora si devono manifestare.

Un gruppo di scrittori o registi o attori o creatori o aspiranti tali che siano disposti a sporgersi nel baratro delle proprie idee, ovvero che abbiamo il coraggio di afferrare gli enigmi e le risate e i disastri e tutte le felicità e dapprima li triturino e li centrifughino e poi li passino al setaccio del loro buon senso e li servano a coloro che attendono al tavolo, e ci sarà sempre qualcuno, al tavolo, garantito, anche solo le sedie.

E un gruppo che intenda fare tutto ciò con una serietà occhialuta, un’abnegazione manichea, un egoismo spropositato, perché propendere per il buio, per il fallimento ipotetico, è certamente l’unico modo che abbiamo per finire qualsiasi cosa pensiamo d’aver cominciato.

Nota bene

Ciascun partecipate dovrà portare con sé un breve plot (massimo dieci righe), in cui verrà esporrà l’idea che intende sviluppare.

Il suddetto plot dovrà avere come elemento narrativo la notte, anche ipotetica, o psicologica, o simbolica, o emozionale.

Inoltre, dovrà propendere per il soliloquio.

La prima fase – che chiameremo Dell’esplorazione – durerà due giorni, e servirà a determinare la struttura che soprassiede qualsiasi scrittura. Di seguito, gli argomenti che verranno trattati:

– I personaggi: Come nasce un personaggio; Costruzione dei personaggi attraverso i desideri e i conflitti; Le dinamiche interne; Il destino del personaggio; Obiettivo come motore della storia; Conflitti interni e conflitti esterni; La fasi di trasformazione del personaggio; Il protagonista e gli ostacoli: Gli antagonisti.

– Analisi e struttura: La domanda drammaturgica principale; Gli antefatti; Il conflitto come motore della storia; La costruzione della trama; Fabula Vs trama; La scaletta; La struttura di una storia; Le didascalie; Possibilità metonimiche; Trame e sottotrame. 

– La narrazione: Il punto di vista; L’universo del narratore; Monologo Vs Soliloquio; Il climax del conflitto; L’anticlimax; Punti di vista molteplici.

– L’illusione della realtà: Il linguaggio e la lingua; Lo stile e la voce; L’eversione necessaria; Verità e rappresentazione; Il tempo nella storia; Le ambientazioni; Le versioni multiple; Le sottotrame; L’escalation.

– Gli strumenti del mestiere: Gli autobiografismi; Biografia e biografema; Figure retoriche e linguaggio figurato; Il terzo oggettivo, ovvero: il colpo di scena; Rovesciamenti e cliffhanger; Le anticipazioni; I flashback o analessie; I flashforward; I sogni; Segreti e rivelazioni; L’organizzazione del tempo; Compressione dei tempi drammaturgici; Le anticipazioni; Finale e epilogo: differenze; Cambiamenti ed epifanie

Nella seconda fase – che verrà detta Della creazione – si entrerà nel particolare delle scritture individuali.


24, 25, 26 e 29, 30 Ottobre

lunedì 24, martedì 25 e mercoledì 26 dalle 20 alle 23

sabato 29 e domenica 30 dalle 12 alle 17,30

Quota di partecipazione €150


Infoline: 025462155 – info@teatrodellacontraddizione.it