Laboratori passati

11, 17, 18 febbraio 2018

PREPARAZONE ALLA BATTAGLIA 

di Ortika

Vogliamo provare a interrogare una piccola comunità sul significato di “rivoluzione”.
Crediamo e cerchiamo di realizzare la possibilità che il teatro, come strumento di visione e reinterpretazione della realtà sia una forma, una minuscola forma di rivoluzione.

Un esercizio antropologico di spostamento dello sguardo che s'impone di “rendere quotidiano ciò che è esotico ed esotico ciò che è quotidiano”, per spostare anche fisicamente il senso di ciò che si considera “normale”.


9, 10, 14, 15 ottobre 2017

SULL'ARTE DI SPORGERSI 

di Rosario Palazzolo

"Un percorso in cui lavorare su progetti artistici originali, dalla loro genesi fino alla presa di coscienza, per partecipanti che potranno provenire – o dovranno? – da vari contesti creativi, e quando dico vari contesti creativi intendo dire tutti i contesti creativi, pure da quelli che ancora si devono iniziare. Scrittori o registi o attori o creatori che siano disposti a sporgersi nel baratro delle proprie idee, ovvero che abbiamo il coraggio di afferrare gli enigmi e le risate e i disastri e tutte le felicità e dapprima li triturino e li centrifughino e poi li passino al setaccio del loro buon senso e li servano a coloro che attendono al tavolo, e ci sarà sempre qualcuno, al tavolo, garantito, anche solo le sedie."


22, 25, 26 novembre 2017

IN VOLO

di GarbugginoVentriglia

Cechov è un mondo irriducibile ad ogni cliché, ad ogni routine, quasi ad ogni teatro.
Un mondo in cui entrare in punta di piedi e allo stesso tempo con tutto se stesso. Gli attori sono chiamati a fare dono di sé, rinunciando ad ogni scorciatoia recitativa per cercare un rapporto diretto con il contenuto e una comunicazione sincera e profonda con lo spettatore.
Nel Gabbiano di Cechov ci sono le domande e le questioni che riguardano le scelte che come attori siamo chiamati a fare: nei confronti del teatro e nei confronti della vita.

Oggi sembra più vincente che mai e imbattibile (non abbattibile) un sistema che calpesta e soffoca tutto ciò che non è omologato e rassicurante. Anche l’establishment teatrale (sia che si tratti di “tradizione” che di “innovazione” sempre di establishment si tratta…) lavora così.
Come fare per mantenere il proprio lavoro radicale, disperato/luminoso, onesto?


21, 22, 23, 24 settembre 2017

PASOLINI E L’ABISSO DEL GENERE

di Giuseppe Isgrò e Francesca Marianna Consonni

Il Topos pasoliniano su cui particolarmente si concentrerà il laboratorio è quello legato all’identità sessuale connessa all’identità politica dell’individuo nei suoi mutamenti pubblici e privati, etici ed estetici.

La volontà più diretta di questo laboratorio di ricerca è quella di portare il linguaggio fuori da un discorso univoco e rassicurante di narrazione e naturalità, per esplorare un luogo ritenuto più capace di verità e di senso, quello dello straniamento e dell'alterazione, in cui ognuno deve condursi in autonomia, armato solo di sé, ridiscutendo di continuo la propria posizione e i propri valori.